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SANTA FE
Se vi
capita di trovarvi a Santa Fe nel mese di Settembre e di sentire
elevarsi a gran voce il grido “Viva la Fiesta”, non vi
preoccupate, siete semplicemente capitati nel mezzo di una delle
manifestazioni più sentite della città. Un grido questo che
echeggia a Santa Fe ormai dal lontano 1712, per commemorare il
ritorno pacifico degli spagnoli nella città, avvenuto nel 1692.
Santa Fe diventò capitale nel 1598 su un'area già occupata da
villaggi indiani che gli spagnoli e i missionari francescani
cercavano di conquistare e convertire al cattolicesimo. La
rivolta degli indiani scoppiò nel 1680, quando molti degli
edifici della città vennero dati alle fiamme e oltre 400
spagnoli persero la vita. Gli altri si rifugiarono in Messico e
durante la fuga l'unica cosa che riuscirono a salvare al fuoco
fu una statua della Madonna, La Conquistadora. Dodici anni più
tardi il re di Spagna affidò a Don Diego De Vargas il compito di
unirsi agli esiliati a Guadalupe e di riprendere il possesso
della città. De Vargas vi riuscì nel 1692 senza grossi
spargimenti di sangue. Nel Dicembre dell'anno seguente però, De
Vargas, di ritorno da un viaggio per reclutare altri coloni,
incontrò una nuova resistenza da parte degli indiani che lo
costrinse ad accamparsi alle porte di Santa Fe. I coloni misero
La Conquistadora su un altare improvvisato per venerarla e
richiedere il suo aiuto per riconquistare la città. Prima della
fine dell’anno De Vargas riuscì ancora una volta a riprendere le
chiavi di Santa Fe e per ringraziare la Madonna, si ripromise di
restaurare il trono dove era rimasta all'interno della chiesa
andata ormai distrutta. Nel 1712 per commemorare quell’occasione
venne appunto istituita la Santa Fe Fiesta.
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